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martedì, ottobre 04, 2005 Sono giorni di attesa.. ho voglia di fare nulla nonostante debba cominciare a scrivere la tesi. Dubito si scriva da sola. Abbiamo visto una casa. Una casa casuale. Nel senso che non ce la siamo cercata.. si è materializzata lì, preda degli eventi. E’ casa di o. Lei si trasferisce e deve vendere sta casa. Io ho voluto fortissimamente vederla, in uno di quei pochi giorni in cui lei è tornata qua. Per me era importante. E se ascoltassi il cuore la prenderei. Ne ha di “contro”, come li ha definiti m., al quale comunque è piaciuta, forse anche perché ha un che di “grazioso”, “delizioso”, “particolare”… o uno di quegli aggettivi che trovi negli annunci di vendita-case. Quegli aggettivi che nascondono le magagne, ma che ci attirano tanto… Ha una forma bizzarra, ma per me, nonostante non ci avessi mai messo piede, è comunque fonte di ricordi. o. è fonte di ricordi. E avrei volto che quel caffè non finisse mai… avrei voluto chiederle mille cose, capire… lei si è raccomandata con m., in quel modo un po’ scemo e inutile, di comportarsi bene con me, perché lei si sente un po’ zia per me. Io non so cosa sia per me, ma forse è la zia che non ho mai avuto ma che avrei voluto. In realtà ho pochi ricordi di lei… quella volta a natale, con quel foulard che le copriva qualche botta di troppo e al funerale. Quando piangevo e ripetevo che volevo continuare a vederla. Di quel giorno ricordo il freddo, nonostante fosse l’inizio di luglio e l’abbraccio con b. quasi fossi io quella da consolare. Ora lei si trasferisce e io resto con mille domande, le solite, più quelle che mi si creano dopo averla vista. Le basta un incontro fortuito sul pullman per farmi cadere in un vortice di domande alle quali finisco per forza con il rispondermi “boh…”
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